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1 Maggio. Allora, c...

1 Maggio. Allora, censura. Ovviamente, come succede sempre nelle censure, è a "fin di bene". I democristi invece avevano un tocco più dimesso: una sorta di eutanasia del dissenso. Questi al governo sono decisamente più sudamericani. L'Idea del concertone prende vita solo a inizio anni 90 e non fu subito recepito. Appurato che la liturgia del discorso stracciasse i maroni a tutti, ridurlo per due cantanti non suonava poi così bene e poteva dareadditoalriflusso etc etc. Per fortuna si fece. Sarà stata solo musica ma la connotazione politica era interessante. La prima censura toccò a Elio e Le Storie Tese. Il loro pezzo TiamoTiamoCiarrapico descriveva le nefandezze del potente democristo Ciarrapico, allora presidente della Roma, della sua capacità di raspare soldi e della truffa Italia90. Denuncie? Titoli dei tg? macchè! la linea passò per incanto a un imbarazzatissimo Vincenzo Mollica che con nonscialans tra un balbettio e l'altro fece finta, lo giuro, che l'esibi...

@ Volume 13 - Diafra...

@ Volume 13 - Diaframma Formazione rock classica con i germi del punk, una propensione naturale alle linee melodiche e il carisma del cantante boxer. La cifra stilistica è Diaframma. L' accoglienza che riservano i primi due pezzi ("Il sogno degli anni 70", "Io e Elvis") è molto forte: Velocità e riff assassini (cat. "Giorni dell'Ira" simili anche per atmosfera "i frammenti di un sogno, non sono quelli che volevi tu, non sono nel mondo, dopo il sogno fatto"). Questi sono in assoluto i pezzi più adrenalinici nel disco."Fine di una relazione" e "Day Off" appartengono alla categoria recitata (la questione è stata discussa qua ). La prima, "fine di una relazione", parte dal classico incontro fuori tempo massimo per salvare la coppia che passa per un salto della quaglia fallito (lo stesso di "io ho freddo adesso"?), e poi continuare con una disamina critica sul punk dato in pasto a ragazzotti "sfront...

@ Stanza 218 - El Mu...

@ Stanza 218 - El Muniria Nuova reincarnazione di Clementi. Come tutti i suoi progetti il peso specifico del lavoro poggia sostanzialmente sulle liriche e  sulle atmosfere musicali. Atmosfere perchè il discorso propriamente musicale  è ridotto ai minimi termini  non solo come strumentazione o approccio, ma proprio come valore a sè . Minimale, soffuso e sempre dietro con la novità  della venatura elettronica. Destrutturazione, riduzione ai minimi termini che sfociano troppo in tappezzeria. La lista di guest stars non è mai un buon segno. Emidio (anche se siamo colleghi e ci stimiamo preferisco mantenere un distacco nel parlarne) decanta, molto spoken ma senza la solennità/alterità di un tempo. L'unica vera novità del suo personale approccio al canto. Un aria da "Straniero", da paranoia anfetaminica che non decolla. Anzi, mi provoca un senso di irritazione. Mi aspetto da un momento all'altro che Mimì inizi una superscazzolasprema...

@ Gallowsbird's Bark...

@ Gallowsbird's Bark - The Fiery Furnaces Fratello e Sorella di casa presso la Rough Trade. Pare che stavolta il legame di sangue sia vero. Il dinamico duo statunitense scrive canzoni per pianoforte-tastiere y chitarra con una tensione garage (compaiono anche altri strumenti). La voce è femminile e i destini della canzoni sono affidati soprattutto alla tastiera che disegna sempre gli scenari. Questi sono la forza del duo, hanno una capacità di attraversare diversi generi , pur mantenendo intatta la cifra stilistica garage , dal r'n'r al blues, dal vaudeville al ballatone intimo solo voce e piano fino al pop allegro di tropical iceland. Quello che dovrebbe essere il loro limite, un suono quasi elementare negli arrangiamenti, passaggi poco convenzionali che sembrano tirati via, non lo è. Punto e a capo. A differenza di altri fratelli e sorelle non annoiano l'ascoltatore infliggendo pedanti sermoni musicali sull'unica via di concepimento di una musica con un piglio bin...

Funerali/Media/Pop ...

Funerali/Media/Pop Ad essere esatti il primo funerale collettivo musicale che mi ricordo  live  fu quello di Freddy Mercury. Lutto al braccio, suonate collettive, messe via tv etc.Poi arrivò anche questo della ricorrenza di oggi. Entrarono nel saloon   piangendo. Quello strano meccanismo del dolore mediatico, una specie di karaoke che ti da dei punti esperienza.Un momento di aggregazione ma senza lutto. Le ragazzine erano tristi ma fiere, finalmente potevano competere con  il dolore materno per Jim Morrison o con quello delle sorelle maggiori per Ian Curtis. Questa era una situazione di prima mano. Soffro oggi per raccontarlo domani. Lo racconto domani per dire che ho vissuto ieri. I ragazzi, apparte chi ci marciava per stringersi in una solidarietà magari fisica, se ne sbattevano allegramente i coglioni. Qualcuno veramente colpito c'era ma si ritrovò in maggioranza come mai era capitato. In ...

@ Two Way Monologue ...

@ Two Way Monologue - Sondre Lerche Il secondo di questo giovanissimo norvegese è un gioiello pop. Una capacità di scrittura sorprendente e accattivante per quanto risulti immediata e fresca. Alto tasso melodico, papapapa in abbondanza, e gran personalità nonostante le vie classiche per cui si avventura il disco. Tecnicamente sa suonare e affidandosi al binomio chitarra/voce, con liriche mai banali, varia con gusto i consueti schemi. Magari i pezzi hanno un cuore acustico ("track you down","counter spark") ma riesce a muoversi verso orchestrazioni con echi di bacharach ("it's over" virando sul finale acidi in elettronica), folkballad ("stupid memory"), backing vocals alla beach boys ("wet ground") e rock ("on the tower"). Molto presente il contributo di archi, fiati e tastiere. L'approccio leggero, immediato, con il gancio al punto giusto e dai tempi ben calibrati è la sua forza. La grande personalità nella scrittura ...

"perché con quel che...

"perché con quel che costano i dischi oggi si compra solo l'essenziale " A scaricarlo in effetti siamo in alto mare.

@ Monsoon - Preston ...

@ Monsoon - Preston School of Industry Pavement. Così ci togliamo il pensiero.Wilco e Minus5. Così non scazziamo strada. Il lavoro di Scott Kannberg appartiene con gran merito alla nuova scena country, quella che flirta col pop e il vecchio indierock, in tendenza ultimamente. Stilisticamente chitarra ben in evidenza, ordinato e omogeneo per i 38 minuti del disco.La chitarra tiene la scena, spesso si dà ad assoli febbricitanti accompagnati dai coretti papapapa . Questi, il cantato e i riff sono il suo marchio di fabbrica. L'arrangiamento è però classico, niente lofi, niente concessioni se non in qualche deragliamento in chiusura di qualche pezzo. Il risultato è validissimo, il disco esteticamente è solare e languido ( unica eccezione l'acida "get your crayons up") con cambiamento di ritmo all'interno delle stesse canzoni ma senza arrivare alla catarsi o alla furia. Liriche sue. Si sente che l'ha fatto lui ma il coinvolgimento dei Wilco e compagnia è evidente, ...

@ Muscoli e Dei - Ma...

@ Muscoli e Dei - Marta Sui Tubi Duo di chitarre e voce, non nudi ma precisamente crudi. Punto di riferimento non tanto lo storico cantautorato italiano ma piuttosto il punk, inteso per lo più come urgenza, con un debito verso la cultura busker. Non nudi perchè gli arrangiamenti e l'utilizzo di altri strumenti (pc), nonchè un lavoro di editing finale, sono presenti. Non esattamente punk, perchè le forme sono riconoscibili sia nel folk ("il giorno del mio compleanno"), sia nel rock ( ballad in particolare es. "Vecchi Difetti").Appunto crudi in voce e chitarre. Il cantato non eccelle in niente di particolare ma ha la sua forza proprio nell'essere comune e sgraziato . Le canzoni appartengono principalmente a 2 tipologie: l'incazzata e la scazzata ( quest'ultima di solito è la più lenta) e questo è un limite ma l'incazzata vale il disco. I testi sono a flusso (lo strimme, anche se ofcounsciesness non c'è), un occhio al nonsense, costruiti a fil...

@ Milk Man - Deerhoo...

@ Milk Man - Deerhoof Da San Francisco con la chitarra/tastiere/batteria e soprattutto la voce japanese della bassista. Avanguardia, etc etc. Il loro confiltto estetico mi ha subito conquistato. Suono algido, con sferzate noyse, inserti cacofonici, rigorosamente essenziale ma coinvolgenti. Spazi delineati, il suonare minimale e disordinato con chitarra sprangata, basso slappato, plin plon della tastiera, voce a filastrocca . Costruzione utilizzando i minimi termini, frammentaria ma funzionante nell'insieme in un perfetto equilibrio. Le canzoni sono scomposte : rompere l'orizzontalità. Deviare con molta attenzione al ritmo e ai silenzi. Ma con un occhio di riguardo sempre alla fruibilità, mai logorroici, mai piegati su loro stessi, semplicemente pop. Sotto tortura ma pop. La chiave era nella copertina: il disegno con un uomo mascherato seviziato da banane e fragola fino a sanguinare. La citazione di strawberry fields in "new sneaker", pezzo di solo organo, voce e flau...

@ The Soul Session -...

@ The Soul Session - Joss Stone Joss Stone ha confezionato un bellissimo album di cover, cioè gliele hanno cucite addosso. Questo è fisiologico e ricorrente nel Soul. Non dimenticatelo mai se continuerete a leggere. La Voce merita, così tutto è in funzione dell'ugola. Te la sbatte là davanti alle orecchie ed è un bello sbattere. C'è una verità inconfutabile nel Calcio, e quindi nel Soul, tramandata fin dalla notte dei Tempi: "un centometrista deve arrivare più velocemente possibile alla linea ed ha finito, ElRocco deve correre più velocemente che può verso il pallone e poi deve iniziare a giocare". Allora è la voce e il niente attorno? Non proprio. C'è una verità inconfutabile nel Calcio, e quindi nel Soul, tramandata fin dalla notte dei tempi: "giocare su un uomo solo porta a una sola soluzione, meno soluzioni hai e più sei prevedibile". L' ottima squadra è tutta al suo servizo, troppo ordinata e sacrificata ed è un limite nonostante la breve durata...

@ Me First - The Ele...

@ Me First - The Elected Il gruppo è il side project di Black Sennet (chitarrista di quello che chiamano alt.country, mi devo fidare) con l'aiuto di membri sparsi della famiglia Saddle Creek (Bright Eyes, Azure Ray) e Tamborello (un uomo, un side project). Il sapore base è il country, fatto di voce e chitarra, per melancoliche canzoni pop. Il confezionamento è chiaro: il chitarrista ha innestato alcune peculiarità degli ospiti sulle sue caratteristiche. Queste sono la bella voce, intonata e sussurrata secondo i canoni del folksinger e con il pieno di spleen (tutti i pezzi parlano di storie d'ammore lontane etcetc) e la chitarra che disegna il tessuto sonoro con facili melodie languide che corrono indissolubili al cantato. I particolari aggiunti rendono meno prevedibile il disco. La chitarra ha delle preponderanti derive slide (ricordando l'ultimo degli Yo La Tengo) e non disdegna qualche assolo, viene aggiunto qualche altro elemento come trombe ( "a time for emily...

@ The Grey Album - D...

@ The Grey Album - Dj Danger Mouse ft Jay-Z Succede che Jay Z rilasci la versione a capella del suo album, The Black Album, secondo una pratica molto comune nelle cultura Hip Hop. Dj Danger Mouse arriva a pubblicare questo lavoro sfruttando appunto Jay Z e i Beatles. Il White Album insieme al Black Album danno vita al Grey Album. Cromaticamente impeccabile, musicalmente valido (inoltre ora c'è l'alone del proibito). Il disco ha successo e viene scaricato liberamente visto che Dj Danger Mouse non ne possiede i diritti di sfruttamento. Succede che però è così bello che ne vengano pubblicate e diffuse 3000 copie (che ci vuole?). La EMI allora s'incazza poichè "claims copyright control of the Beatles 1968 White Album". Cioè la Emi decide che quell'album non deve esistere. punto e basta. Allora manda lettere di intimidazione a destra (I.S.P.) e manca (negozi di vendita). Si scatena la giusta guerriglia in Internet. Il disco appare (e scompare) in migliaia di siti...

@ Sorella Sconfitta ...

@ Sorella Sconfitta - Massimo Zamboni Il disco è immediato ma senza ammiccamenti. Prima poteva giocare con altri, qua deve dirigere da solo, o quasi. Ora è un chitarrista solitario che non ha perso tempo ad evocare fantasmi. Il chitarrista solitario si presenta subito con uno strumentale, parsimonioso, scarno, pronto per una soundtrack. Il pezzo che da il titolo al lavoro, ha un incedere placido, con la voce affidata a Lalli, lui svolazza intorno con qualche semplice accordo ("santa impazienza e 3lame nel cuore...il coraggio per poterla cantare" cioè la sua "anche l'infelicità può essere preziosa") fino a ritagliarsi il suo spazio in quelle note dilatate ala Jefferson Airplane (amore sviscerato a suo tempo gia in T.R.E.). Lo ripeto il limite è mio nel raccontarlo, ma gli unici bracciodiferro con il passato sono "su di giri", "miccia prende fuoco" e "schiava dell'aria". "Su di giri" è il messaggio nella bottiglia, la b...

@ In the Fishtank 10...

@ In the Fishtank 10 - Motorpsycho + Jaga Jazzist Horns Per il decimo episodio hanno messo insieme 2 band del Nord Europa. Nel libretto si narra che le abbiano chiuse per 3 giorni in uno studio di registrazione di una località sperduta, lassù in alto sulla cartina geografica. Uno spesato ricovero coatto a finalità artistiche? I nomi sono suggestivi e la collana ha un suo valore aggiunto: "lo chiamavano post-rock". In pratica ne viene fuori una voglia di session i cui intenti sono sviscerati al meglio al quarto pezzo, nella cover "Theme De Yo Yo", non a caso il più bello e riuscito soprattutto perchè il canovaccio era preesistente. L'inizio è affidato ad una classica intro, volutamente "fredda" ma facilmente dimenticabile, dove sopra si dilata il suono del corno. Poi arriva un pezzo riconoscibile nello schema rock, con il cantato e il ritornello, dove si tenta una deriva jazz sorretta dai fiati: compiuto ma prevedibilissimo. L'altro unico pezzo che...

@ I Can't Stop - Al ...

@ I Can't Stop - Al Green Fa tutto quello che deve fare e lo fa bene, ci mancherebbe. Per confezionarlo così caldo e sensuale ritorna insieme al suo vecchio produttore Willie Mitchell. Infatti non si discosta dalla sua migliore produzione, si aggiunge un po qua e la: big band, riff di chitarra ma nessuna "evoluzione", soprattutto negli arrangiamenti. Il falsetto riporta tutto a casa, sempre. Disco d'amore che gli stolti possono cannibalizzare mischiando gossip e "scelte di vita", contenti loro. Restaurazione, o nostalgia che poi è lo stesso? Le medesime persone artefici della grandezza di quel Suono, si ripresentano nello stesso studio di registrazione, con la stessa strumentazione e con gli stessi risultati ( meno male) a distanza di 20 anni. C'è qualcosa di reazionario? Roba che il giovane punk incontentabile, figlio del Plasmon, sepolto da qualche parte dentro di te, incomincierebbe a riderti in faccia. Ma tu, consapevole come solo i Soulmen e i Grand...

@ The Decline of - B...

@ The Decline of - British Sea Power Le chitarre e il cantato tengono la rotta in tutte le canzoni. Le chitarre sono solide, taglienti e nervose ed esplodono dappertutto in riff potenti come da tradizione. Il cantato è ricercato nell'impostazione sospirata della voce conferendo un senso "lirico" e allucinato ai pezzi . Le canzoni sono tutte suonate magistralmente, il loro sound è potente e febbricitante riuscendo a scrivere pezzi poderosi ( Apologies To Insect Life, Favours In The Beetroot Fields ) e frastornanti grazie all'impatto delle 2 chittare ( Remember Me, Fear Of Drowning) e alla batteria che non sbaglia un colpo. Non mancano i cambi di direzione sia nelle ballad dal sapore + pop ( The Lonely, Black Out) o nei pezzi + classici con improvvisi scrosci utili a supportare gli improvvisi sbalzi e cambi d'umore nella canzone. Che sanno suonare poi lo provano definitivamente i 14 minuti di Lately . Il valore aggiunto è il cantato: disperazione, frustrazione ( ...

@ Sciuoglie E Cane ...

@ Sciuoglie ‘E Cane - Almamegretta Viene rimestato tutto l'armamentario di elettonica spiccia in voga quasi un decennio fa nelle produzioni italiane. Proprio spiccia, non minimale, una sorta di "reductio ad dub" elementare con esiti noiosi, piatta senza sobbalzi. Sembra incredibile che gli Almamegretta abbiano usato una tavolozza con così pochi colori. Un mandolino, una slide guitar, che comunque si perdono, e poco più per variare. Passata la uallera dei primi 10 pezzi, abboffati in levare conditi al sapore meditteraneo, arriva qualche arrangiamento jazzato, un pò di funk e, udite udite, il drum'n'bass. Testi sciatti sulla strada e pure monotematici. Lucariello ha una sola tonalità, molto meglio Patrizia Di Fiore che però viene usata quasi sempre come vocalist esattamente nello stile house dei primi 90. Quando arriva Di Bella in un pezzo da della paga a tutti. Anche qua c'è un uso massiccio dell'italiano (nuovo corso generale?). Raiss se n'è andato ...

@ Underpop - 24Grana...

@ Underpop - 24Grana Oramai la strada di Underpop era gia stata percorsa e musicalmente non hanno spinto verso nessuna nuova direzione:  impianto rock, pezzi circolari rotti dagli assoli di chitarre, spruzzate di dub residuo come intercalare, carisma di Di Bella. Di veramente nuovo musicalmente c'è un pezzo arrangiato con con  archi ne "il gattone" e il ritorno agli  standard reggae per metriche, suoni e tematiche in "Napule Tana". Come nei precedenti sovrastano in ogni pezzo i riff e il cantato. Stavolta  arriva l'italiano in maniera molto preponderante. La scelta non mi convince, i pezzi a alta % di italiano perdono molto, nella traduzione si ha inevitabilmente uno scarto verso il basso ( "giornata psicologicamente impossibile"). L'idea è che abbiano voluto dare degli appigli per chi non è di madrelingua, soprattutto in qualche ritornello o con effetti "sottotitolo" in mezzo ai pezzi. Scelta poco lucida perchè "nel voler spiega...

Promoteo, il filesha...

Promoteo, il filesharing e Argentina 78 (......aspettando Espana 82) Internet è condivisione blablabla ...Questo sarebbe stato il preambolo come nelle migliori tradizioni di Partito, ma mi piego alle odierne anche se vetuste consuetudini capitalistiche editoriali per non bruciare futuri post sull'argomento. Uso BitTorrent quindi mi appoggio a forum+tracker, ognuno con una propria identità (dal nazional popolare al porno asiatico). All'interno della comunità musicale BT io [noi] sono un privilegiato, grazie alla nostra meravigliosa e intrinseca esterofilia (ma come cazzo ci siamo arrivati a pronunciare sammit dentro un tiggì?) noi abbiamo loro negli occhi ma non sempre avviene il contrario, anzi quasi mai. Ecco il mio ruolo: come Prometeo avrei portato loro il fuoco italico con cui scaldarsi e forgiare le proprie armi di divertimento di massa. " Esiste un mondo oltre Pitchfork !" questo sarebbe stato il mio piano politico e programmatico contro i rischi di monocultur...